Rassegna Stampa

aggiornata al: 10 giugno 2017

 

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ANSA

La ”filosofia” dei matti in mostra
Manoscritti e disegni esposti a Palermo

PALERMO – “Mentre il leopardo sbrana l’Okapi: lettere dall’ospedale psichiatrico” è la mostra che si apre giovedì prossimo alle 18.30 con documenti inediti dei ”matti” di Palermo nei locali dell’Associazione Flavio Beninati in via Quintino Sella 35. Sono esposti manoscritti autentici (diari, lettere, progetti) e disegni risalenti agli anni ’60 di pazienti dell’Ospedale Psichiatrico di Palermo “Real Casa dei Matti” – Pietro Pisani. Saranno, inoltre, proiettati un filmato inedito degli anni ’60 intitolato “Ricordi in super 8″ e stralci dei lavori della tavola rotonda La casa dei matti: psichiatria ieri, oggi e domani. Nell’esposizione è anche inserita una documentazione fotografica di Desideria Burgio sulla situazione dei TSO della struttura psichiatrica dell’Azienda Ospedaliera Cervello. La mostra è accompagnata da un catalogo. “Gradisca Vostra Maestà – si legge su una cartolina in mostra, scritta da un paziente dell’Ospedale Psichiatrico e intestata “A Sua Maestà Elisabetta, London – la Devozione di un soldato piccolo Piave”. Un’altra lettera, inviata alla Pirelli da un altro ospite del manicomio, così recita: “Miei Cari e devoti Amici, della Società per Azioni Pirelli, con la più brillante delle – “idee”-, e delle, soluzioni, tecniche, fin’ora, in possesso, dell’ingegneria, Superiore, (e), con, tutto, il mio slancio, ed, il mio grande Rispetto Industriale, per la Vostra, meravigliosa, Azienda, Vi, mando, il: grandioso…..”. La mostra resterà aperta fino ai primi di luglio. (LINK)

martedì 26 maggio 2013

 
 
 

 

 

IL MESSAGGERO
 
Bioetica e arte,  a Palermo un palazzo  intitolato a Flavio Beninati
 
ROMA – “Se si credesse davvero nel valore delle opere d’arte, nessuno le venderebbe! L’Italia è notoriamente il paese che ha sempre avuto il più gran numero di inventori al mondo, se si volesse veramente risolvere la crisi economica, anziché lasciare che i nostri brevetti vengano venduti all’estero per poi ricomprare i prodotti che ne derivano, bisognerebbe fare un censimento di tutti gli inventori e le invenzioni italiane, selezionare quelle giuste, comprare i brevetti e creare per ognuno di essi una fabbrica. Si creerebbero innumerevoli posti di lavoro e si otterrebbero così prodotti finalmente originali e competitivi sul mercato mondiale”.
Questo pensiero di Gino De Dominicis (1947-1998), di cui sia l’arte che i celebri aforismi sono diventati oggetto di culto, è stampata sulle magliette dell’Associazione Flavio Beninati e ne riassume una delle sue fondamentali mission: raccogliere e archiviare le biografie di artisti, scienziati, inventori, compositori e di altri talenti italiani ignorati dalla storiografia, per le ragioni più svariate, ma che, in questa raccolta, trovano un dovuto riconoscimento ai loro meriti scientifici o intellettuali.
Così, on line, nell’Archivio Flavio Beninati (www.flaviobeninati.net) si trova la biografia di Michelangelo Florio Crollalanza poeta e drammaturgo italiano del Rinascimento, che secondo alcuni studiosi potrebbe essere identificato con William Shakespare (letteralmente: scrolla – lancia), spiegando così alcune lacune nella biografia del bardo. Per approfondire questa notizia, si può ascoltare la prima puntata dedicata al Crollalanza, della serie “Personaggi contesi” su Radio Artom – una web radio che fa parte sempre dell’Archivio, e parte integrante dell’attività dell’associazione. Navigando tra radio e archivio si potrebbe così scoprire anche chi era Filoteo Alberini (Orte, 14 marzo 1867 – Roma, 11 aprile 1937) regista italiano e pioniere del cinematografo, in anticipo di un anno sui ben più noti fratelli Lumière, e leggere di come Olinto de Pretto (fisico di Schio) annunciò all’Università di Padova la famosa formula E=mc^2 già nel 1902, cioè due o tre anni prima dell’enunciazione di Einstein.
Tutto questo viene studiato, approfondito, archiviato e divulgato in un centro di cultura unico in Italia, aperto da pochi giorni nel cuore di Palermo. Un progetto ambizioso e interamente autofinanziato, dedicato alla memoria di Flavio Beninati, la cui vita è stata stroncata a soli 33 anni, sette anni fa, dopo un incidente traumatico e un mese di coma. Ce ne parla il fratello di Flavio, Manfredi – artista visivo tra i più interessanti e affermati sulla scena internazionale – che con la mamma Carla Garofalo, avvocato, e con la giornalista Tiziana Lo Porto, hanno fondato l’Associazione a lui dedicata.
“Viaggiando molto insieme, Flavio ed io, ci rendevamo conto di quanto fosse bistrattata la cultura italiana nel mondo” afferma Manfredi. “Una volta, un mio amico australiano, che aveva appena organizzato un festival di riscoperta della musica barocca, è venuto a casa mia portandomi un catalogo del festival. Sfogliando il programma ci rendemmo conto che, tra gli oltre sessanta compositori, non c’era neanche un italiano! Trattandosi di musica barocca era alquanto strano perché noi sapevamo quanto questa fosse una faccenda soprattutto italiana. Quando chiesi al mio amico il perché dell’esclusione mi disse che non aveva ricevuto nessuna risposta dalle istituzioni italiane preposte a dare queste informazioni, mentre dal British Council e dall’Istituto Cervantes aveva avuto subito le notizie che cercava. Ci disse: dovreste fare qualcosa voi, perché in Italia non c’è nessuno che tenga un archivio di quello che è stata la cultura italiana del nostro passato in maniera schematica e snella. Così, già da allora con Flavio avevamo pensato a fare qualcosa del genere”.
Archivio e Radio sono già attivi, così come le iniziative di stampo editoriale – sia multimediale che cartaceo – ma entro settembre aprirà al pubblico anche una biblioteca che attualmente contiene oltre duemila volumi su argomenti vari, e nella stessa saranno attivati servizi di consultazione in sala lettura, un caffè letterario, un angolo dedicato ai piccoli, laboratori di lettura e scrittura, proiezione dvd e supporto ai non vedenti. Ma non solo: l’Associazione, che si sviluppa all’interno di una palazzina intera, contiene anche una sala convegni e un laboratorio di scultura dove verranno fatti corsi sul design.
Il cuore del progetto però è La Lettera F, il cui titolo proviene da un’installazione di Manfredi Beninati realizzata all’Accademia Americana di Roma nel 2007, la cui attività è dedicata all’approfondimento dei temi della bioetica, lo stato di coma e l’etica di fine vita. Di questa sezione si occupa Carla Garofalo, che racconta come gli studi più recenti sulla materia, che è in fieri, stanno dimostrando che anche in coma esiste una certa attività celebrale, addirittura onirica: “Noi non assumiamo posizioni riguardo a un tema così delicato, siamo solo osservatori e divulgatori. Nei nostri fini statutari è scritto l’obbiettivo è di sensibilizzare l’opinione pubblica e le strutture istituzionali affinché si legiferi con maggiore attenzione e non si lasci alla discrezionalità dei “camici bianchi”, più o meno illuminati, di decidere su come una persona debba abbandonare il contatto con la vita”.
L’Associazione oltre a studiare e approfondire i temi legati alla bioetica, attraverso un comitato scientifico di esperti, si apre al pubblico in maniera operativa, attivando un pool di giuristi che si occupano dei Diritti degli indifesi e costituendo un osservatorio vicino ai maggiori ospedali di Palermo. “L’osservatorio sarà una sorta di statistica sulla stato degli ex comatosi, di coloro ce sono usciti dal coma, dove racconteremo le loro esperienze”, spiega Carla Garofalo, “unitamente a questo ci saranno dei piccoli alloggi predisposti ad ospitare – gratuitamente e per brevi periodi – familiari di persone, prevalentemente di giovani, che sono in stato di coma e che non avrebbero la possibilità di pagarsi un albergo per stare vicino ai loro cari”.
 
Valentina Bruschi
venerdì 24 maggio 2013
 
 

 

 

ARTRIBUNE

In memoria di Flavio Beninati. Presentata a Palermo l’associazione dedicata al giovane scomparso sei anni fa. Un palazzo della cultura, per celebrare i grandi Italiani della storia

Il 14 maggio del 2006 moriva a Palermo Flavio Beninati. Trentatré anni, una rovinosa caduta e dopo un mese di coma, la resa. Flavio si spegneva, lasciando un vuoto che non ha nome. A lui il fratello Manfredi, artista tra i più interessanti della scena italiana, una carriera internazionale coltivata con passione e intelligenza, ha dedicato diversi progetti. Una mostra a quattro mani con Giuseppe Stampone, presentata nel 2007 all’ex Manifattura Tabacchi di Città S.Angelo, intitolata semplicemente “A Flavio”; e poi, nello stesso anno, “La Lettera f”, all’American Academy in Rome, e“Flavio and Palermo (in the summer)”, da James Cohan, a New York.

Oggi, 14 maggio 2013, dopo sette anni esatti dalla tragedia, Manfredi Beninati e la sua famiglia presentano a Palermo il più complesso e importante dei progetti. Un luogo, per Flavio. Pensato e costruito nel suo ricordo, affinché l’assenza si tramutasse in esperienza, in occasione di pensiero, in motivazione e celebrazione. L’Associazione Flavio Beninati, nata da un’idea di Manfredi, dell’avvocato Carla Garofalo e della giornalista Tiziana Lo Porto, ha sede all’interno di uno splendido palazzo di famiglia, in una zona centrale della città. Uno spazio destinato ad accogliere le attività della nuova creatura: arti visive, bioetica, musica, editoria, moda, fotografia, architettura, audiovisivi… Un raggio d’azione ampio, nel segno della cultura.
E si divide in due rami la struttura, assi portanti delle attività dell’associazione. La sezione Lettera F produrrà e recupererà documentazione di tipo medico scientifico, al fine di studiare il lavoro di medici, paramedici, rianimatori, neurologi, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, filosofi, ma anche gente comune e parenti di soggetti che vivono o hanno vissuto uno stato di coma. Tra le iniziative avviate un osservatorio per il monitoraggio di casi post-coma, relativi a degenti ospitati da strutture ospedaliere palermitane.

Tutto dedicato ai grandi Italiani della Storia è invece L’Archivio Flavio Beninati, in cui troveranno posto dati, memorie, racconti e riflessioni su decine di Italiani distintisi per i loro contributi alla cultura e alla società; alcuni celebrati e altri dimenticati, altri ancora mai presi in considerazione: artisti, scienziati, inventori, pensatori, compositori, letterati. Il cuore dell’Archivio è costituito da un corpus di biografie di stampo enciclopedico, a cui si aggiungeranno, nel tempo, approfondimenti critici, giornalistici, storici, in forma di scritti o di materiale audio e video.
Pronta la Biblioteca, con oltre duemila volumi su argomenti tra i più diversi e migliaia di contributi audiovisivi: presto aperta al pubblico, sarà dotata di sala lettura, caffè letterario, angolo per i più piccoli, laboratori di lettura e scrittura, saletta video e servizi di supporto ai non vedenti.
In arrivo anche il primo numero di Eccegrammi, quaderno digitale per approfondimenti dedicati a importanti personaggi italiani, mentre in un’ala del Palazzo è già attiva Radio Artom, una web-radio con ascolti musicali di autori classici, interviste, registrazioni rare e saggi. Ad oggi solo su un canale Youtube, ma a breve on air con una propria frequenza.

Helga Marsala 
martedì 14 maggio 2013 

 


 
  

GIORNALE di SICILIA

Design e made in Italy, ciclo di incontri a Palermo

PALERMO. “Il design spiegato da …” è un ciclo d’incontri con esponenti del design italiano promossi dall’Associazione Flavio Beninati e ospitati nella propria sede di via Quintino Sella in Palermo, con l’intento di avvicinare il pubblico palermitano a quello che è uno dei capisaldi del made in Italy, termine con cui è comunemente inteso l’insieme delle eccellenze della produzione manifatturiera nostrana tanto famose e ammirate in tutto il mondo. Il primo di questi incontri avrà luogo il 13 giugno alle 18,00 in via Quintino Sella 35 e vedrà protagonista il designer palermitano Gianni Pedone che ci farà partecipi della propria visione attraverso l’esposizione di quei processi creativi che l’hanno guidato nella progettazione di due modelli prodotti dalla Honda (lo scooter PS125 ed il prototipo Tamago) e che racconterà la propria esperienza professionale dagli studi all’IAAD (Istituto di Arti Applicate e Design) di Torino, agli anni trascorsi alla Honda passando per Pininfarina, i progetti per la Ferrari, la creazione di Morfonauta, il salone del mobile di Milano ed il suo amore per il design italiano che riassume sinteticamente con gli esempi di Joe Colombo, AG Fronzoni ed Ettore Sottsass. Gianni Pedone, già membro del comitato scientifico dell’Archivio Flavio Beninati, è inoltre il supervisore dell’intero progetto che dal prossimo autunno si arricchirà di laboratori della durata di pochi giorni (dai due ai sette) condotti da professionisti di caratura internazionale per l’Associazione Flavio Beninati. Ciascuno di questi incontri e laboratori sarà accompagnato dalla pubblicazione di un opuscolo monografico curato dallo stesso relatore. Il progetto è stato ideato da Manfredi Beninati, con la collaborazione di Vincenzo Profeta, come parte dell’Archivio Flavio Beninati.

 
11 giugno 2013
 
 
 

 

 

RAYMOND LOEWY FOUNDATION

Ciclo di incontri “Il design spiegato da …” all’Associazione Flavio Beninati di Palermo
 
Leggi design e pensi Milano. E invece no. Questa volta ci rivolgiamo agli studenti e agli appassionati di design siciliani a cui suggeriamo di partecipare al ciclo di incontri “Il design spiegato da …” promossi dall’Associazione Flavio Beninati ed ospitati nella propria sede di via Quintino Sella, 35 a Palermo.
Il primo di questi incontri avrà luogo il 13 giugno alle 18,00 e vedrà protagonista il designer palermitano Gianni Pedone che racconterà la propria esperienza professionale dagli studi all’Istituto di Arte Applicata e Design di Torino, agli anni trascorsi alla Honda, passando per Pininfarina, la Ferrari… Il suo amore per il design italiano si riassume sinteticamente nelle visioni creative di Joe Colombo, AG Fronzoni ed Ettore Sottsass. Ciascuno di questi incontri e laboratori sarà accompagnato dalla pubblicazione di un opuscolo monografico curato dallo stesso relatore.

11 giugno 2013 

 

 


 

BLOGSICILIA

Cultura e bioetica, apre a Palermo un palazzo dedicato a Flavio Beninati
IL RAGAZZO È MORTO NEL 2006 DOPO UN MESE DI COMA

Nel cuore di Palermo, in via Quintino Sella, apre un palazzo dedicato alla bioetica e alla cultura. Sarà il quartier generale di chi vuole scoprire, tanto la scienza quanto l’arte. Tra libri, musica, audiovisivi e contributi scientifici.
Un progetto ambizioso e di respiro internazionale, intitolato alla memoria di un giovane che amava la vita, la conoscenza e l’arte. Il 14 maggio del 2006, a soli 33 anni, moriva a Palermo dopo un mese di coma Flavio Beninati.
L’avvocatessa Carla Garofalo, madre del ragazzo ed il fratello Manfredi, pittore e scultore, hanno voluto che le attività dell’Associazione Flavio Beninati, da loro costituita, fossero messe a servizio della città.
Tra le stanze del palazzo, di proprietà della famiglia, si respira aria di nuovo e di futuro. All’interno, una biblioteca di duemila volumi (altri ottomila sono in attesa di catalogazione), una videoteca con oltre tremila dvd, un laboratorio di incisione e uno di terrecotte, una collezione d’arte contemporanea, una casa editrice e spazi per giovani artisti e creativi.
Lo spazio sarà attivo su due versanti che costituiscono i due settori di impegno o sezioni dell’associazione.

Lettera F si occupa dell’approfondimento dei temi e delle ricerche scientifiche relativi alle neuroscienze, con particolare riferimento al coma, al risveglio, allo stato di coscienza del paziente.E poi c’è l’Archivio Flavio Beninati, in buona parte multimediale. Una ampia raccolta di materiali riguardanti arte, architettura, design, fotografia, cinema, moda, fumetti, scienza e animazione.

“Quando mio figlio era in coma – precisa Carla Garofalo – non ci è mai stata data possibilità di entrare in contatto con lui, di toccarlo, di parlargli. Un’esperienza particolarmente drammatica che ci ha fatto riflettere sulla relazione medico-paziente e sulla necessità di legiferare in tal senso. E poi, qual è la soglia sta coscienza e incoscienza? Le più recenti ricerche dimostrano che pazienti ritenuti in coma vegetativo dopo anni si sono svegliati rivelando che erano in grado di percepire stimoli dal mondo esterno. Noi vogliamo aprire anche un dibattito sulle questioni etiche di fine vita e minima coscienza, affinché si legiferi anche in tal senso. E’ un argomento estremamente delicato ma che riguarda l’anima, la mente, l’affettività di ogni essere umano e che non può essere sottovalutato”.

L’Associazione Flavio Beninati dispone anche di uno studio legale che offrirà assistenza gratuita nei casi di malasanità nell’ambito del progetto “Diritti indifesi”. Di prossima attivazione inoltre, un osservatorio sulle situazioni di post-coma.

L’Archivio invece, nasce soprattutto su input di Manfredi Beninati, noto in tutto il mondo per i suoi quadri e le installazioni, vincitore nel 2005 del Premio del Pubblico alla Biennale di Venezia ” So – dice Manfredi – quanto bistrattata sia la cultura italiana. Questo posto più che di cultura si occuperà di Italia. Non tutti sanno ad esempio che il microprocessore è stato inventato da un italiano. Noi non solo non sappiamo molte cose sulla nostra cultura ma nutriamo un ingiustificato complesso di inferiorità. Voglio rendere giustizia alla cultura italiana”.
Sarà cultura a 360°, con un’attenzione privilegiata all’editoria. Di prossima pubblicazione infatti, il primo numero di Eccegrammi, un giornale digitale presto disponibile on line. Ogni numero sarà dedicato a personaggi italiani emblematici del mondo della cultura di ogni epoca storia, con le illustrazioni di artisti internazionali”. La musica avrà poi il giusto riconoscimento: si chiama Artom la web radio (solo per il momento, presto avrà una propria frequenza) ospitata nel palazzo. Nulla di commerciale o convenzionale, bensì la radio di chi è a caccia di ‘chicche’ culturali e musicali, come la musica barocca, le interviste ad autori classici, rare registrazioni audio.

L’energia costruttiva della famiglia Beninati non può che lasciare ammirati. Nonostante il dramma, malgrado la perdita di Flavio, che certamente sarebbe orgoglioso di quanto fatto dalla coraggiosa mamma Carla e da Manfredi, un uomo, prima che un artista, capace davvero di guardare oltre le apparenza e rintracciare l’essenza delle cose.
Questa sera alle 18, l’inaugurazione alla quale prenderanno parte medici, artisti e in collegamento dagli Stati Uniti la giornalista Tiziana Lo Porto, ideatrice del progetto insieme a Carla e Manfredi.

Veronica Femminino
14 maggio 2013

 

 


 

 

GAZZETTA di SICILIA

Un palazzo pieno di cultura intitolato a Flavio Beninati
SI OCCUPERÀ DI BIOETICA, ARTE, MUSICA E LIBRI

Un palazzo interamente dedicato alla cultura, fra bioetica, arte, musica, libri e audiovisivi. Sorge a Palermo, in via Quintino Sella 35, su iniziativa della neonata Associazione Flavio Beninati, da un’idea dell’avvocato Carla Garofalo, dell’artista Manfredi Beninati e della giornalista Tiziana Lo Porto. Al suo interno, una biblioteca con migliaia di volumi catalogati, una videoteca con oltre tremila dvd, una web-radio, ma anche due laboratori, in cui vengono realizzate incisioni, terrecotte e libri d’artista, uno spazio polivalente, una collezione d’arte contemporanea, una casa editrice e spazi per artisti e giovani creativi, oltre ad uno studio legale che offre assistenza gratuita nei casi di malasanita’ e ad una sala conferenze multimediale. Un progetto rivoluzionario e innovativo di grande respiro, intitolato alla memoria di Flavio Beninati, un ragazzo morto il 14 maggio del 2006 a 33 anni, dopo un mese di coma. Fra le iniziative, la nascita di un osservatorio volto a monitorare le situazioni di post-coma relative ai casi di degenti ospitati e curati nelle strutture ospedaliere del Civico-Arnas, Ospedale dei Bambini, Di Cristina e al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, e ai loro rapporti con il personale ospedaliero, medico e paramedico. Sara’ anche offerto un alloggio per ospitare, gratuitamente e per brevi periodi, famiglie di pazienti dei reparti di rianimazione sia del Civico che del Policlinico. “Diritti indifesi” e’ il titolo di un altro progetto, con il quale l’Associazione prestera’ assistenza legale gratuita a tutti coloro che si ritrovano a dover affrontare, senza i mezzi economici necessari, casi di malasanita’. L’Archivio Flavio Beninati possiede un proprio sito internet www.archivioflaviobeninati.com ed ha come scopo la raccolta di dati biografici di italiani che in qualsiasi epoca storica ed in qualsiasi campo d’attivita’ abbiano lasciato, o stiano lasciando, un contributo alla societa’ attraverso il loro operato. Personaggi che necessitano d’esser messi o rimessi in luce: artisti, scienziati, inventori, compositori ed altri che la storiografia ha trascurato fino all’oblio o non ha mai preso in considerazione. Il cuore di questo archivio e’ un’insieme di biografie di stampo enciclopedico, a cui si aggiungeranno, nel tempo, approfondimenti critici, giornalistici, storici, sia sottoforma di scritti che di video ed audio registrazioni. Nello stesso palazzo di via Quintino Sella e’ situata la Biblioteca, che attualmente contiene oltre duemila volumi su argomenti vari. Migliaia anche i contributi audiovisivi presenti e disponibili.

Redazione 3
14 maggio 2013     

 


 

LIVESICILIA

Arte, bioetica e cultura Un palazzo per ricordare Flavio
PALERMO, VIA QUINTINO SELLA

Un intero palazzo dedicato alla memoria di Flavio Beninati, investigatore privato morto nel 2006 dopo un mese di coma. Diviso in due segmenti, lo spazio ospiterà una biblioteca, una videoteca, una casa editrice, una sala conferenze multimediale, due laboratori di incisione e di ceramica. Ma anche tanti progetti per il sociale e per le famiglie indigenti che devono affrontare situazioni di malasanità.

PALERMO – Arte, bioetica, ricerca, musica, libri e cultura. Nasce in città, su iniziativa dell’associazione Flavio Beninati e da un’idea dell’avvocato Carla Garofalo, dell’artista Manfredi Beninati e della giornalista Tiziana Lo Porto, un intero palazzo dedicato a Flavio Beninati, investigatore privato morto il 14 maggio 2006, dopo un mese di coma.

Totalmente autofinanziata e no profit, l’associazione Beninati trova nella vendita di oggetti prodotti da amici artisti e nelle eventuali sponsorizzazioni e donazioni di privati l’unica forma di sostentamento. ”Questa associazione è nata da una tragedia, la morte di mio figlio, ma sarà l’unica ragione della mia vita – dice Carla Garofalo, madre di Flavio – un modo per riscattare una vita negata”. La Garofalo spiega, poi, che mentre il figlio si trovava in coma non era stata data a nessuno la possibilità di vederlo e Flavio non aveva avuto contatti con il mondo esterno. “Noi siamo convinti che durante il coma si sia coscienti e gli studi di scienza degli ultimi anni lo stanno dimostrando”.

Sorto in via Quintino Sella, il palazzo si sviluppa per quattro piani. Al suo interno una biblioteca con migliaia di volumi presto fruibili al pubblico, una videoteca, una casa editrice, una web radio in cui verrano trasmessi autori classici, interviste e registrazioni rare. Nella biblioteca vi sarà inoltre uno spazio adibito ad un caffè letterario, uno dedicato ai piccoli e una sala lettura e scrittura. Ma anche un angolo per la proiezione DVD con supporto per i non vedenti. Nello scantinato, invece, accanto ad un bellissimo chiosco di piante, due laboratori, uno d’arte e uno d’incisione, e una sala conferenza multimediale.

Il palazzo, dalle pareti totalmente bianche, diventerà presto un’opera d’arte. ”Ogni stanza sarà un museo vivente. Ogni parete si trasformerà in un quadro ma ospiterà solo con artisti internazionali”, tiene a precisare Manfredi Beninati. Composto da due segmenti, lo spazio che apre le porte alla città sarà costituito dalla Lettera F, in cui verranno approfonditi i temi della bioetica, del coma dell’etica di fine vita, e dall’Archivio Flavio Beninati, che si occuperà di arte, fotografia, cinema, moda, scienze e design.

“Io e mio fratello viaggiavamo molto insieme - spiega Manfredi – e per noi era una sofferenza vedere com’era maltrattata la cultura italiana”. È nata così da qui la volontà di dar vita ad un archivio di dati biografici di letterati, artisti, scienziati e compositori, italiani che abbiano lasciato un contributo alla società.

Tra le tante iniziative la creazione di un osservatorio vicino l’ospedale Civico che possa raccogliere le testimonianze di chi è uscito dal coma, con una piccola appendice per ospitare i parenti delle persone in coma che non possano permettersi di pagare un affitto. Ma anche “Diritti indifesi”, un progetto attraverso cui l’associazione presterà assistenza legale gratuita alle famiglie indigenti i cui parenti si trovino a dover affrontare casi di malasanità.

Rosalia Bonfardino
Martedì 14 Maggio 2013

 

 


 

TM NEWS

Un edificio dedicato a Flavio Beninati, morto dopo il coma
ARTE E BIOETICA SI INCONTRANO IN UN PALAZZO A PALERMO

Palermo, (TMNews) – Una biblioteca con migliaia di volumi, una videoteca con tremila dvd, una web-radio, due laboratori per realizzare incisioni, terrecotte e libri d’artista, uno spazio polivalente, una collezione d’arte contemporanea, una casa editrice e spazi per artisti e giovani creativi, uno studio legale che offre assistenza gratuita nei casi di malasanità e una sala conferenze. Tutto in un’unico edificio, in via Quintino Sella 35 a Palermo: qui sorge un palazzo dedicato alla cultura, tra bioetica, arte, libri e musica, progetto innovativo intitolato a Flavio Beninati, morto il 14 maggio 2006 a 33 anni, dopo un incidente che lo aveva costretto a un mese di coma. Un’idea dell’artista Manfredi Beninati, della giornalista Tiziana Lo Porto e dell’avvocato Carla Garofalo.”Durante il coma ci è stato impedito di avere contatti con lui, dopo la sua morte abbiamo ritenuto di mandare un messaggio forte per evitare che succedesse di nuovo questo, perchè riteniamo che durante il coma ci sia una coscienza, anche se minima. Abbiamo pensato di fare questa associazione di bioetica, che si occupasse prevalentemente di coscienza, minima coscienza e scuola”.Dopo la nascita dell’associazione “Lettera F”, totalmente autofinanziata, si è pensato di intitolare a Flavio l’intero edificio. L’Archivio Flavio Beninati si occupa di arte, architettura e design, fotografia, cinema, moda, fumetti, scienza e animazione.

Milano, 15 maggio 2013

 


 

THE NEW YORK TIMES

Tmagazine | Travel : The Insider | Milena Muzquiz
The Insider is a recurring profile of emerging tastemakers in the fields of fashion, design, food, travel and the arts. 

Milena Muzquiz, a Mexican-born singer and artist, has a career arc that is more of a zigzag. She leads one life in Los Angeles, where she performs alongside Martiniano Lopez Crozet in the band Los Super Elegantes, and another in Palermo, Italy, where she lives with her husband, the artist Manfredi Beninati. Muzquiz recently exhibited her ceramics and textual installations in the Sicilian city, at the Francesco Pantaleone gallery, and she is currently helping her husband build the Archivio di Flavio Beninati, an archive of books and lectures on the history of Italian culture.

Name: Milena Muzquiz
Age: 36
Occupation(s): Singer and artist
Home(s): Palermo, Italy, and Los Angeles
Birthplace: Tijuana, Mexico
Vacation spot: Merid, Mexico, and the state of Yucatán.
Gifts: I make silk duvet covers for my friends, or pillow cases with their faces drawn on them.
Artists: Otto Marseus van Schrieck (I specifically like that he used real snakeskin and butterfly wings in his still life paintings); Alberto Burri; Phyllida Barlow; Maria Sol Escobar; Michel Majerus; Sister Corita Kent; Gino De Dominicis; Ruth Nivola. Among designers, I like Luis Barragan and Gaetano Pesce, and I also really like Konstantin Kakanias’s dinnerware inspired by Plato’s Symposium.
Musical inspiration: Too many, but let’s start with these: Bagarre, Alaska y Dinarama, Hall & Oates, Talking Heads, Janette, Juan Gabriel, Alexander Scriabin, Stevie Wonder, Colin Blunstone, the Durutti Column, Scritti Politti, Lime, Chico Buarque and many Italian acts like Goblin, Amin-Peck, Lucio Battisti, Francesco de Gregori and Giacomo Orlando.
Restaurant: Da Vittorio in Menfi (Via Friuli Venizia Giulia 9; 011-39-9-257-8484); Cibus in Palermo (Piazza Martiri d’Ungheria 14; 011-39-91-872-0397); La Querencia in Tijuana; and Contra Mar in Mexico City.
Gadgets: My vibrating mascara brush.
Curtain-call ritual: Tequila shots
New Year’s resolution: No more drinking and smoking … same as last year and the year before that.
Tools: Keyboards and microphone, clay and oven, pencil and paper.
Designers: I have all my clothes made by the same seamstress that made folk dresses for me as a child. But as far as designers go, I love Giles Deacon, Roberta di Camerino and Franco di Palermo.
Food: Persian Dolmeh-yeh barg-e mow, Chinese bird’s nest soup, Korean bibimbap, Mexican fried grasshoppers, Cambodian sticky rice with mango, Sicilian spaghetti with sea urchin, Georgian eggplant with walnuts.
Style obsessions: untailored furs, à la caveman.
Reading material: “Aura” by Carlos Fuentes.
Movies: “Fists in the Pocket” by Marco Bellocchio, Tarkovsky’s “Andrei Rublev,” “Bring Me the Head of Alfredo Garcia” by Sam Peckinpah, “Lola la Trailera” by Raul Fernandez, “The seed of Man” by Marco Ferreri, John Cassavetes’s “Opening Night,” “Erendira” by Ruy Guerra.
Holidays: The We Care spa in Palm Springs, Calif.
Date night: A late night swim in the Mediterranean.
Traditions: I seem to always find a pool with a high dive to jump off of when I am about to change something in my life.

Rocky Casale  |
January 19, 2011