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CORPI DI GUERRA

CONVEGNO

Martedì 19 Maggio dalle ore 17,30 alle 20 all’Associazione Flavio Beninati si svolgerà il convegno “Corpi di guerra – Strategie di violenza e traumi bellici tra Siria, Sudan e Libano”

! SI RACCOMANDA LA PUNTUALITÀ IN CONSIDERAZIONE DEL RISPETTO DEI COLLEGAMENTI ONLINE CHE NON POTRANNO ESSERE PROCRASTINATI !

Martedì 19 MAGGIO 2026
ORE 17,30
Via Quintino Sella 35

* Ingresso libero

La guerra, vero abominio dell’umanità, annientamento della storia e della vita di intere popolazioni. Giornalisti e testimoni sul campo hanno camminato tra i resti di città e quartieri bombardati, raccolto frammenti di realtà in cui ogni forma di sopruso diventa brutale consuetudine. La violenza sessuale è uno degli orrori più trascurati nei conflitti, dove troppo spesso la “protezione dei civili”, regola cardine del Diritto dei conflitti armati, viene umiliata. La violenza sessuale nei conflitti, non è semplice eccesso individuale o effetto collaterale, ma utilizzata, come una vera tattica militare pianificata. Lo stupro, utilizzato da eserciti e milizie, assume la connotazione di un’arma precisa, per ottenere controllo, destabilizzare la società e spezzarne definitivamente i legami. Dalla Siria all’Iraq fino al Sudan, le testimonianze dirette confermano schemi ricorrenti: rapimenti, matrimoni forzati e schiavitù sessuale, pratiche che calpestano ogni principio del Diritto Internazionale Umanitario. Tre gli scenari di guerra: La Siria: dall’orrore del Daesh al post-Assad In Siria, la ferocia ha cambiato spesso divisa. Durante gli anni del dominio del Daesh e del sedicente califfato, lo stupro è stato imposto come legge di sottomissione, portando alla riduzione in schiavitù di migliaia di donne e al calvario delle yazide, vittime di un tentativo sistematico di cancellazione della loro identità. Davanti a questa barbarie è emersa la forza delle combattenti curde delle YPJ, le Unità di Protezione delle Donne che hanno imbracciato le armi per difendere libertà e dignità del loro popolo, restando esse stesse bersaglio delle violenze più feroci, proprio per la loro scelta di ribellione. Sotto il regime di Assad, le carceri sono diventate luoghi di ritorsione politica, dove la violenza veniva usata sistematicamente per schiacciare il dissenso. Oggi, nel complesso scenario post-Assad, le ferite restano aperte per le minoranze alawite e druse. Sudan: l’orrore sui minori Il Sudan sta vivendo una tragedia umana, che le Nazioni Unite definiscono senza precedenti per crudeltà. I dati ONU confermano che il numero di donne e bambine che necessitano di supporto, dopo aver subito violenza, è quadruplicato dall’inizio del conflitto. Stupri collettivi, commessi davanti alle famiglie e abusi su bambini piccolissimi, usati come strumento di tortura e umiliazione per sottomettere le comunità. Dall’aprile 2023 a oggi, sono tredici milioni gli sfollati nel Paese africano. Libano: il bilancio di sangue L’escalation militare in Libano ha prodotto un bilancio di oltre 2.500 morti e migliaia di feriti, trasformando interi quartieri in distese di macerie. I bombardamenti indiscriminati sui centri abitati hanno rimosso ogni distinzione tra fronte bellico e vita civile, costringendo oltre un milione di persone ad abbandonare le proprie case. Dopo lunghi anni di guerra civile e instabilità economica, questa nuova ondata di violenza si abbatte su una popolazione già stremata, seppellendo sotto il peso delle esplosioni ogni speranza di ripresa.

I RELATORI

  • Roberto Leone – vice segretario regionale di Assostampa Sicilia, già giornalista de L’Ora e successivamente di Repubblica;
  • Marina Pupella – giornalista freelance di Palermo con oltre dieci anni di esperienza in teatri di crisi. Ha collaborato con L’Espresso e scrive su Avvenire e Strumentipolitici.it;
  • Carla Garofalo – avvocato penalista e presidente dell’Associazione Flavio Beninati;
  • Gebran Bachier – operatore umanitario siriano, cooperante di Terre des Hommes – in collegamento;
  • Talal Krais – giornalista italo-libanese delle aree di conflitto del Medio Oriente. Corrispondente internazionale per reportage di guerra. Cofondatore di Assadakah, associazione che dal ‘94 promuove il dialogo tra l’Italia e il mondo arabo – in collegamento;
  • Sofia Naama – ingegnere siriana e operatrice umanitaria;
  • Francesca Dall’Oglio – sorella di padre Paolo Dall’Oglio, sacerdote romano rapito in Siria nel 2013 – in collegamento;
  • Hasan Ivanian – curdo- siriano, docente di Storia dell’Islam Università di Aleppo e Afrin – in collegamento.